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27  02  2009

Politica audiovisiva - Europa

Convenzione sulla Diversità Culturale: lettera aperta a Obama

Henri Benkoski, rappresentante del Belgio per la Diversità culturale, ha inviato, attraverso il quotidiano belga Le Soir, una lettera aperta al presidente Barack Obama, invitandolo a sottoscrivere la Convenzione e a creare un ministero degli Affari culturali, per ridurre le fratture tra il Nord e il Sud, tra la cultura anglosassone e le altre.

Quest’anno sarà cruciale per la messa in atto della Convenzione Unesco sulla Diversità culturale, che permetterà agli Stati firmatari di condurre politiche specifiche di sostegno alla loro cultura e di innestare il nuovo regime specifico dei beni culturali all'interno del sistema commerciale globale.

A giugno prossimo, la Conferenza delle Parti (assemblea generale dei paesi firmatari) dovrebbe confermarne le grandi direttive stabilite. In caso contrario, il tutto sarebbe rinviato al 2011... e non senza problemi, poiché nel frattempo le politiche di sussidi culturali restano sotto l'occhio critico dell'OMC in un quadro di "esenzione" quinquennale per l'audiovisivo europeo con scadenza nel 2010.

Obiettivo fondamentale resta il "trattamento preferenziale" (art. 16) a beneficio dei paesi meno sviluppati, cosa che potrebbe andare contro la regolamentazione OMC che respinge ogni trattamento di favore di tipo commerciale. La conseguenza è che diversi paesi stanno stringendo accordi bilaterali talvolta contrari allo spirito della Convenzione (in particolare gli Stati Uniti, che si sono rifiutati di adottarla). Incertezza anche per quanto riguarda il Fondo destinato ai paesi del Sud, alimentato in modo volontario dagli Stati firmatari: un fondo che alcuni paesi utilizzano per la promozione e la distribuzione di opere piuttosto che per una produzione già abbondante.

Intanto la ratifica della Convenzione prosegue a ritmo lento: 95 paesi su 148 l’hanno ratificata (di cui una quindicina soltanto l'anno scorso). I paesi arabi, dell’Africa anglofona e dell'Asia sono poco rappresentati. Quanto all'Europa, mancano la Repubblica Ceca, così come i Paesi Bassi e il Belgio (ossia la comunità fiamminga).

Gli Stati Uniti, feroci oppositori visto che il settore dell'intrattenimento è l'ago della loro bilancia commerciale, restano strenui avversari dell'OMC e dell’Unesco. Ma le cose potrebbero cambiare. L'economia americana sta attraversando una crisi senza precedenti e anche il suo audiovisivo è in pericolo. Pirateria, sciopero degli sceneggiatori... segnali sempre più preoccupanti per le major.

BENKOSKI LE SOIR.pdf

Chantal Gras