interviste

Wassyla Tamzali

La molteplicità del mondo arabo

"Gli europei mi guardano come ad un clone della civiltà occidentale. Ma io sono un membro del mondo musulmano che sta costruendo la sua storia. La mia identità si racconta e dentro c'è il femminismo, la guerra d'Algeria, la mia conoscenza dell'Occidente, il mito dell'Oriente. Un miscuglio, come per tutti. Ma questa diversità non è accettata dal mondo arabo musulmano, che la delegittima". In occasione del cinquantenario della guerra di liberazione algerina, Radio3 Rai, il terzo canale della radio pubblica italiana, ha intervistato Wassyla Tamzali, Presidente del Forum Algerino delle Donne del Mediterraneo, membro del Bureau du Collectif Maghreb-Egualité, ex direttrice del Programma UNESCO per la Promozione della Condizione delle Donne del Mediterraneo.

Wassyla Tamzali è tra i firmatari di un Manifesto contro antisemitismo, islamofobia e misoginia, e a favore della libertà di coscienza. "Libertà di coscienza in Algeria - afferma Tamzali - significa appartenere al mondo musulmano come gli italiani appartengono a quello giudaico-cristiano. Ma si possono avere delle istanze diverse: si può essere atei o più o meno credenti. O più o meno praticanti. Credenti ma non islamici. Questo non è ammesso nelle società musulmane. Bisogna essere islamici. L'unica matrice culturale, cioè, che può identificare i cittadini dei Paesi arabi è l'Islam. E noi con il nostro manifesto diciamo no. L'Islam non può spiegarmi. Io ho un'identità narrativa che si racconta ogni giorno, che non può rimanere bloccata in una identità usata oggi dai musulmani per fare della politica. Quella non è un'identità in cui posso riconoscermi".
L'Algeria, afferma Wassyla Tamzali, "è sempre stata l'interfaccia con il mondo arabo, abbiamo una grande storia di relazioni con l'Occidente e noi vogliamo vivere questa molteplicità. Non siamo una realtà unica e questo per gli europei è difficile da accettare".

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Camillo De Marco