Predrag Matvejevic’ - (Napoli, 10 Febbraio 2005) Presidente del Comitato Scientifico Internazionale della FLM
Ci fa un bilancio dei 10 anni della Fondazione Laboratorio Mediterraneo e del Partenariato Euro-mediterraneo?
Sono passati da poco 10 anni dall’inizio della nostra Fondazione. Ci siamo trovati nel 1994 io, esule della ex Jugoslavia, Michele Capasso, con una importante tradizione nel sociale, e Caterina Arcidiacono, impegnata nei diritti delle donne: insieme abbiamo iniziato un’azione molto più grande delle nostre forze. Ce l’abbiamo fatta grazie alla perseveranza e all’impegno personale di Michele.
Non siamo stati sostenuti da nessuno tranne dalla nostra libertà.
Non è un caso che il nostro primo Appello fu per la Bosnia e per Sarajevo, fatto in modo non convenzionale e non conformista. Michele mi ha mandato un mese a Sarajevo sotto le bombe e le pallottole per testimoniare la nostra solidarietà: ero esule e senza soldi e da solo non ce l’avrei mai fatta.
In questo modo si è creata la nostra rete di dialogo e solidarietà che ha trovato un grande sostegno e riconoscimento nella base della società civile e, invece, indifferenza nelle istituzioni che posseggono i mezzi per sostenerla.
Vivo da 11 anni in Italia e questo Paese, tranne la Fondazione Laboratorio Mediterraneo, non ha alcun altra istituzione che si occupi con serietà di queste tematiche.
Dieci anni fa scegliemmo Napoli come sede perché questa città ha sofferto molto e continua a soffrire ed ha bisogno di fiducia e di sostegno. Potrei parlarvi molto più delle difficoltà incontrate che dei sostegni a questa nostra azione. Un miracolo, progettato da Michele, ci ha consentito di essere i protagonisti del dialogo euromediterraneo attraverso i Forum Civili, le Conferenze euromediterranee, gli Appelli ed ancora seminari, alta formazione, cinema, teatro, musica ed ogni altra forma in grado di promuovere concretamente il dialogo tra le società e le culture del grande spazio euromediterraneo.
Ho voluto evidenziare questa parte del nostro lavoro perché non è visibile. Io la ritengo importante perché oggi, con tutti voi, nasce qualcosa di importante: grazie a John Esposito, a Walter Schwimmer, a Tariq Ramadan, Bichara Khader e Malek Chebel (con loro abbiamo lavorato nel Gruppo dei saggi dell’allora Presidente Prodi), Wassyla Tamzali, Heba Raouf e James Piscatori.
Con questa nostra azione apriamo un nuovo decennio decisivo per l’Europa, il Mediterraneo e il Mondo Islamico in termini di credibilità e unità. Il Mediterraneo ha bisogno di “unità” per ricucire le tante lacerazioni che lo investono.
E noi, vogliamo lavorare per trovare i terreni condivisi e condivisibili, saremo una voce per promuovere pace e sviluppo condiviso.
Il Partenariato euro-mediterraneo non ha dato grandi risultati: spesso solo parole e burocrazia.
Dobbiamo impegnarci per rilanciarlo e se non siamo capaci avere il coraggio di intraprendere nuove strade più concrete. |